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Il sindaco Brugnaro a Ca' Corner per l'inaugurazione di una mostra documentaria sulla Shoah. Consegnate 13 medaglie d'onore ai cittadini metropolitani deportati nei lager nazisti

Notizie dalla provincia
25 Gennaio 2024
mostra shoah

Nell’ambito delle celebrazioni organizzate in occasione del Giorno della Memoria, istituito dal Parlamento italiano con la Legge 211 del 20 luglio 2000, questa mattina, a Ca’ Corner, sede della Città metropolitana e della Prefettura, si è tenuto un doppio appuntamento volto a ricordare lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. 

Ad aprire l'evento, l’inaugurazione della mostra documentale "1938 - 1945. La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia", frutto di un’iniziativa della Prefettura di Venezia in collaborazione con la Città Metropolitana di Venezia, il Centro di documentazione ebraica contemporaneo, il Ministero dell'Interno e il Ministero della Cultura. Hanno preso parte al momento del taglio del nastro il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, il prefetto di Venezia, Darco Pellos, il rabbino capo di Venezia, Alberto Sermoneta, il presidente della Comunità ebraica, Dario Calimani, il consigliere Regione Veneto, Francesca Scatto, il presidente Fondazione Centro Documentazione Ebraica Contemporanea, Gadi Luzzatto Voghera, il direttore Ufficio scolastico regionale, Marco Bussetti, il presidente Consulta studenti, Lorenzo Bracciali oltre a numerose autorità civili e militari tra cui la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, e l'assessore Simone Venturini. Nel corso della cerimonia è stato inoltre letto un messaggio a sostegno dell'iniziativa del presidente della Regione Luca Zaia.

L'apertura della mostra, che resterà visibile al pubblico fino all'8 febbraio 2024, è stata accompagnata da un’esibizione musicale degli studenti del liceo musicale Marco Polo di Venezia. L'esposizione illustra, attraverso testi, documenti ufficiali, giornali, lettere private, diari e foto, la persecuzione antiebraica attuata in Italia dal 1938 al 1943, articolata in quattro sezioni (gli ebrei in Italia dal 1848 al 1938, gli ebrei in Italia dal 1938 al 1943, la Shoah e gli ebrei dopo il 1945). 

"Questa esposizione è un tributo alla sofferenza delle tante persone vittime dell'atrocità, private della loro dignità all'interno dei campi di sterminio”, ha dichiarato il sottosegretario Wanda Ferro. “Un'occasione per rafforzare la memoria di un momento oscuro della nostra storia, difficile da raccontare, ma che questa esposizione riesce a tenere viva grazie ai documenti dell'epoca che ben ricostruiscono ciò che è stato. È una chiamata alla responsabilità per ciascuno di noi, perché non venga mai abbassata la guardia. Una memoria che deve essere tramandata ai giovani, a cui dobbiamo insegnare che la diversità non è una minaccia, non deve fare paura. La memoria dell'Olocausto deve rafforzare la nostra identità democratica, celebrare il Giorno della Memoria vuol dire rinforzare i principi della giustizia, della libertà e del rispetto". 

"La nostra è una comunità viva, che partecipa ai momenti di collettività importanti come è la celebrazione del Giorno della Memoria”, ha detto il sindaco Brugnaro. “Ma è una comunità in cui dobbiamo riuscire a portare la voce dei nostri giovani perché il ricordo di ciò che è stato non sia solo retorica. Iniziamo dalle scuole, è necessario raccontare ai nostri ragazzi un pezzo di storia, ottant'anni di cambiamenti rapidi che dal 1945 hanno cambiato la nostra società. La parola chiave è integrazione, perché la storia delle nostre comunità è una storia di integrazione, come quella di cui è testimone la nostra città dove la comunità ebraica non solo è stata accolta ma ne è diventata parte integrante e questo dobbiamo raccontarlo a tutto il mondo per lasciarne traccia. La memoria non può essere solo un momento di riflessione, una cerimonia che ricorre periodicamente. Fare memoria vuol dire anche difendere i presidi di libertà che sono stati costruiti negli anni e che ancora oggi sono messi a rischio, penso a quanto accade in Israele e in Ucraina. La scelta di appendere le bandiere nei palazzi del Comune è la volontà di difendere baluardi di libertà, frutto di sacrifici, di patti e accordi che sono intercorsi negli anni, non di sostenere scelte o decisioni che riguardano i singoli Stati".

A margine dell'inaugurazione della mostra, nella Sala consiliare di Ca' Corner, si è tenuta la cerimonia nel corso della quale il sindaco Brugnaro e i rappresentanti di altri otto Comuni hanno consegnato tredici medaglie d'onore ai familiari di cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra.

Di seguito i nomi dei premiati: 

  • Comune di Venezia: Giovanni Campi, Guglielmo Cusin, Giulio Ravanello, Riccardo Sorato; 

  • Comune di Eraclea: Ottorino Romagnolo, Ermenegildo Verago; 

  • Comune di Fiesso d’Artico: Carlo Zuin; 

  • Comune di Jesolo: Antonio Leonardi; 

  • Comune di Maerne di Martellago: Remo Favaretto; 

  • Comune di Meolo: Giovanni Rosa; 

  • Comune di Mirano: Augusto Padella; 

  • Comune di Noventa di Piave: Luigi Gaiotto; 

  • Comune di Pramaggiore: Antonio Fratter. 

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