
La Città metropolitana comunica di aver dato in concessione, a seguito di bando, gli spazi del giardino della sede di Palazzo Ca’ Corner per l’esposizione dell’opera “Eye Arch” dell’artista britannica Charlotte Colbert nell’ambito delle iniziative collaterali collegate alla Biennale Sarte 2026.
L’opera resterà esposta dal 5 maggio al 30 settembre, posizionata nell’area del giardino prospiciente la balaustra dell’affaccio sul Canal Grande.
“Eye Arch” rientra in un progetto che si propone come un viaggio visionario attraverso sogno e immaginazione, presentando sculture surrealiste in uno spazio sospeso tra realtà, finzione e simbolismo. Curata da Yasmine Helou, la mostra si svilupperà lungo il Canal Grande, a partire proprio dalla scultura monumentale installata nel giardino di Palazzo Corner della Ca’ Granda.
Quest’opera iniziale si estende concettualmente in quattro ulteriori installazioni situate nei raffinati giardini dell’Aman Venice a Palazzo Papadopoli, formando insieme un giardino espanso, quasi mistico, disseminato lungo il canale. Realizzate in acciaio inossidabile lucidato, le opere di Colbert agiscono come portali verso mondi plasmati dal mito, dalla memoria e dall’inconscio. La mostra invita alla curiosità, alla meraviglia e a un rinnovato senso di immaginazione collettiva.
Charlotte Colbert è un'artista multimediale e regista pluripremiata, definita dallo Standard di Londra come "una maga nata".
Forza creativa di grande impatto, il suo film d'esordio è stato elogiato dal New York Times e ha vinto il Pardo d'Oro per la Miglior Opera Prima. È stata descritta come "la figlia dell'amore tra Salvador Dali ed Emily Dickinson".
Le opere di Colbert sono state esposte in spazi pubblici, gallerie, fiere d'arte e istituzioni internazionali, tra cui il V&A, Montpellier Contemporain, Frieze e Art Basel. Ha collaborato con brand come The Conran Shop'e Alexander McQueen, e ha lavorato con artisti del calibro di Kate Nash, Isobel Waller-
Bridge, Cillian Murphy, Malcolm MeDowell, Rupert Everett, Lily Cole, Clint Mansell, Omar Sy ed Eric Cantona, solo per citarne alcuni.
Il suo lavoro ha forti connotazioni filosofiche e affronta spesso temi come la narrazione, il tempo. l'identità, i sogni e l'inconscio. Il surreale e il fantastico diventano strumenti per guardare il nostro mondo con occhi nuovi, creando spazi in cui interrogarsi e immaginare alternative.


